Ho atteso qualche giorno prima di esprimere un pensiero su quello che è accaduto a Giorgia Meloni e a sua figlia riguardo il viaggio negli Stati Uniti, che il nostro Presidente del Consiglio ha compiuto insieme alla figlia Ginevra.
Un viaggio di piacere come tanti, una madre che passa il tempo disponibile con la propria figlia, regalandole un viaggio in occasione del proprio compleanno. Prenotazioni del volo, rigorosamente di linea, a spese proprie e qualche giorno passato in maniera spensierata, lontano dagli impegni istituzionali che tengono spesso lontano Giorgia Meloni dall’amore della sua vita.
Tutto normale, direte voi, invece niente di tutto questo.
In “questo vecchio pazzo mondo”, come cantava Celentano, e io aggiungerei vergognosamente morboso , dove tutto deve essere giustificato, tutto passato allo scanner, tutto super controllato e soprattutto giudicato, c’è chi si permette di sindacare, puntare il dito e offendere la dignità altrui con un atteggiamento insolente e irriguardoso, che manca di rispetto verso una madre che passa il tempo con la propria figlia..
E lo fa per bocca di un senatore della Repubblica di Italia Viva, tale Enrico Borghi.
Italia Viva , partito di Matteo Renzi ( quello si, dei presunti voli di stato per il Capodanno a Courmayeur, e dell’Air Force Renzi, come ormai viene chiamato l’A-340, l’aereo per i voli di Stato voluto dall’ex presidente del Consiglio e con poche ore di volo in tabella).
Pronta ovviamente la replica di Giorgia Meloni, che rivendica il diritto di poter assolvere al compito di madre e di non dover giustificare i propri spostamenti e le proprie scelte compiute nella vita privata, riservandosi il diritto ricorre alle vie legali “nei confronti di chi ha diffuso insinuato notizie infondate, con l’ennesima polemica costruita da arte sul nulla”.
Pensavate che questo mettesse la parola fine alla polemica, con le scuse di chi ha vergognosamente deciso di entrare a gamba tesa nella vita privata di una donna e di una madre?
Beh, vi sbagliate perché al peggio non c’è mai fine.
Non pago di una polemica sterile che conferma che ormai si è toccato il fondo da parte dell’opposizione, il senatore Borghi “rilancia”, parlando addirittura di vittimismo da parte del premier, chiedendo ulteriori spiegazioni sulla mancata partecipazione ad alcuni eventi istituzionali proprio in quel fine settimana.
Ebbene sì, in una società dove ormai sempre più, sono bandite parole come “ grazie“, “per favore”, ma soprattutto “scusa”, notiamo da parte di molti esponenti politici che ricoprono ruoli istituzionali che devono essere svolti con “disciplina e onore”, attacchi meschini, indegni e spregevoli ( aggiungete voi gli aggettivi che preferite), che non risparmiano niente e nessuno che sia politicamente non vicino alle proprie posizioni.
E se in tutto questo circo mediatico (utile solo ad un quarto d’ora di celebrità), vengono coinvolti bambini e familiari, si ha veramente la sensazione che una certa politica ha senza dubbio raggiunto il suo punto più basso.

