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Chi colpisce una divisa, colpisce l’Italia

Pietro Pedoni 1 Febbraio 2026 (Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2026) 0 commenti
Poliziotto aggredito torino

Violenza, aggressioni, guerriglia urbana, bombe carta, una città messa a ferro e a fuoco da delinquenti e criminali che nulla hanno a che fare con chi in questa nazione, ha voglia di manifestare per qualsivoglia motivo. Un copione ormai consolidato.
Questa volta, come probabilmente in altre occasioni, si è trattato di un vero e proprio  assalto, pianificato e programmato. Perché le cose vanno chiamate con il loro nome e perché si sapeva cosa sarebbe accaduto. Ed è questa la cosa più grave.
In una Nazione, con un governo che lavora in maniera incessante per far sì che le forze dell’ordine possano essere messe in condizioni di difendere tutti i cittadini onesti, compresi quelli la cui libertà di manifestare deve essere protetta e tutelata, i vergognosi fatti di Torino non rappresentano numeri o statistiche. Sono volti e nomi di padri  e madri di famiglia, che hanno giurato su quella divisa, di difendere tutti noi.

Dietro ogni uniforme, c’è una persona. Uomini e donne con le loro paure, desideri e quella speranza di poter tornare a casa sani e salvi dopo una giornata di lavoro. Svolto con coraggio, senso del dovere,  sacrificio e amore verso i cittadini. Amore a volte mal ricambiato. Ecco perché non  dobbiamo permettere che tutto questo sia vano e inutile, ma soprattutto che venga schiacciato e umiliato da delinquenti senza scrupoli.

Chi nella serata di sabato 31 a Torino, ha colpito, offeso e ferito le forze dell’ordine, ha colpito, offeso e ferito l’Italia. Tutti noi. Quelle cicatrici  e quelle ferite sono anche le nostre, a simboleggiare quello che sta crescendo in maniera preoccupante. L’odio verso lo Stato e chi lo rappresenta. E non devono lasciare indifferenti,  ma vanno stigmatizzate con rigore, le parole giustificazioniste pronunciate nei minuti immediatamente successivi ai fatti, da alcuni giornalisti e opinionisti. Il tempo dei se, dei ma, dei però è finito. Non esistono “compagni che sbagliano”, ma criminali che colpiscono. La violenza cieca,  quella troppe volte sottovalutata che travolge tutto e tutti, che mette a repentaglio la vita altrui,  non ha giustificazione alcuna.
Sul web, nei tg e nei talk show, quelle  immagini di uomini e donne in uniforme presi d’assalto e umiliati , mentre  semplicemente svolgevano il loro dovere, hanno toccato tutti noi e  non devono lasciarci indifferenti.

Chiudo questo editoriale, certo di condividere il pensiero del lettore, esprimendo vicinanza  e solidarietà d verso i poliziotti, i carabinieri, la Guardia di finanza, i Vigili del Fuoco e tutte le Forze dell’Ordine che tutti i giorni, mentre noi abbassiamo la guardia al termine delle nostre impegnative giornate, sono li  a vigilare sulla nostra vita e su quella dei nostri cari.
Far sentire loro il nostro calore umano, credo sia la medicina migliore per risanare, almeno in parte le ferite fisiche. Noi siamo e saremo sempre dalla loro parte

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centro storico sassari

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