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T’Essere, Esistere, non finito, finito: il lavoro delle tessitrici di Nule, quando un tappeto diventa racconto

Redazione 21 Gennaio 2026 0 commenti
T_essere nule sassari

La lana, la trama e l’ordito colorati con tinte naturali, si mescolano in un intreccio di gesti e di mani e con l’abilità delle tessitrici di Nule diventano arte disegnando geometrie che forgiano e illuminano tappeti. Sei preziosi manufatti della tradizione del tessere a Nule, iniziati il 20 dicembre in occasione dell’inaugurazione della prima edizione della rassegna triennale “T’Essere, non finito, finito”, stanno prendendo corpo grazie alle maestre tessitrici che si sono messe all’opera nell’ex Centro Pilota Isola, per realizzare sei perle dell’arredamento ispirate da altrettanti designer, che hanno consegnato i loro bozzetti alle esperte di un’arte antichissima nella realizzazione dei tappeti che verranno consegnati il 31 gennaio, giornata conclusiva della manifestazione.

Lo scorso 18 gennaio, un nuovo appuntamento si è inserito all’interno della Mostra Artigianato e Tessitrici dei Tappeti di Nule “T’Essere, non finito, finito” – organizzata dal Comune di Nule in collaborazione con la Pro Loco, con il Patrocinio della Regione Sardegna e con la direzione artistica dell’architetto Angelo Ziranu – che ha visto l’incontro di due protagonisti dell’arte del tessere per raccontare il progetto contemporaneo del tessile: Angelo Crabolu del Tessile Crabolu “Industria della lana” ed Eugenia Pinna, tessitrice e textile designer, hanno ripercorso la storia dell’artigianato artistico del paese in un dialogo a due voci tra cultura materiale, processi produttivi e ricerca progettuale, per raccontare come la lana sarda si trasformi, attraverso competenze, tempi e scelte tecniche, in manufatti capaci di parlare al presente. Da un lato la ditta Tessile Crabolu, realtà nata a Nule negli anni ‘60 e legata alla lavorazione della lana lungo l’intero ciclo produttivo (dalla materia prima alle lavorazioni tradizionali); dall’altro Eugenia Pinna, cresciuta nella tradizione tessile di Nule e formata in design, riconosciuta per una ricerca che integra il sapere artigiano con linguaggi contemporanei, portando motivi, segni e cromie verso un lessico personale e aggiornato.

C’è un momento in cui un tappeto smette di essere un oggetto e diventa un racconto.
Succede quando il gesto incontra la materia giusta, quando il tempo necessario non viene abbreviato; succede se dietro al disegno, c’è una filiera che regge e una comunità che riconosce il valore del proprio lavoro. È da qui che è partita la serata del 18 gennaio, uno degli appuntamenti della prima edizione della rassegna T’ESSERE, “Esistere, non finito, finito” – 2025, 2026, 2027, con la direzione artistica dell’architetto Angelo Ziranu, inaugurata il 20 dicembre scorso all’ex Centro Pilota I.S.O.L.A.

T’ESSERE nasce a Nule, in un paese in cui la tessitura non è un simbolo identitario, ma un lavoro reale, quotidiano, fatto di tempo, competenze e responsabilità. Al centro della rassegna non c’è l’oggetto finito, ma ciò che lo rende possibile: il gesto delle tessitrici, la qualità della materia, le scelte operative che tengono in esercizio un sapere antico perché ancora funzionale al presente.

A introdurre il senso del progetto è stato Angelo Ziranu, che ha riportato l’attenzione sul lavoro che precede la forma espositiva: «T’ESSERE nasce da un lavoro di ascolto che viene prima della mostra. Il “non finito” non è un concetto teorico, ma uno spazio operativo: il tempo in cui il sapere continua a essere praticato, messo alla prova, reso attuale. La tessitura, a Nule, non è un patrimonio da conservare, ma un linguaggio che continua a misurarsi con il presente».

Sabato 18 gennaio, alle ore 16, si sono incontrati Angelo Crabolu, dell’Azienda Tessile Crabolu “Industria della lana”, ed Eugenia Pinna, tessitrice e textile designer, in un dialogo che ha attraversato cultura materiale, processi produttivi e ricerca progettuale. Un confronto che ha posto una questione centrale: quando guardiamo un tappeto, stiamo osservando una forma conclusa o un processo ancora in movimento?

L’appuntamento si è inserito all’interno di un calendario di manifestazioni tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, con proposte artistiche e culturali, convegni, laboratori e un appuntamento work in progress che ha reso visibile ciò che solitamente resta nascosto: il tempo necessario perché un’idea diventi materia e la materia trovi la sua forma senza essere forzata. Nell’ex Centro Pilota I.S.O.L.A. le maestre tessitrici hanno lavorato ai telai per la realizzazione di sei tappeti ispirati da altrettanti designer, rendendo osservabile un processo concreto e in divenire.

Le nuove composizioni hanno preso forma nel paese del Goceano che custodisce e rinnova il proprio sapere. Germogli di Infinito e Rosario (proposta progettuale: Angelo Ziranu) sono entrati in tessitura rispettivamente con Maria Assunta Manca e Valeria Masala; Ciclicità (proposta da Mara Damiani) con Rosa Giua; Seda e Oro (proposta da Don Sebastiano Corrias) con Giovanna Maria Campus; E una mattina, il mare! (proposta da Eugenia Pinna) con Gonaria Manca; e RESEDA (proposta da Carolina Melis) con Maria Pala.

Nel dialogo sulla filiera, Angelo e Biagio Crabolu hanno richiamato l’attenzione sulla responsabilità produttiva che accompagna ogni fase del lavoro: «La filiera non è una sequenza astratta di passaggi, ma una responsabilità quotidiana verso la materia e verso le persone che lavorano. Ogni scelta incide sulla qualità finale e sulla continuità del lavoro.
È questo che permette alla lana di non essere un materiale generico, ma il risultato di un processo riconoscibile».

Accanto alla filiera, il gesto. Eugenia Pinna ha riportato il confronto sul piano del fare, sottolineando il legame tra competenza e progetto: «Il gesto al telaio non è mai isolato. Porta con sé una materia, un ritmo, una competenza costruita nel tempo. La contemporaneità non sta nell’effetto formale, ma nella capacità di tenere in relazione progetto e senso del lavoro. Un tappeto è “giusto” quando riesce a accostare tutto questo».
La serata ha riportato l’attenzione su ciò che avviene nel passaggio tra il non finito e il finito: il tempo del fare, le decisioni operative, il lavoro che permette alla tessitura di continuare a esistere non come memoria, ma come pratica ancora necessaria.

Programma

Sabato 20 dicembre 2025 – ore 10,00
Inaugurazione presso l’Ex Centro Pilota I.S.O.L.A. (Via Roma).
Apertura della mostra permanente e avvio del laboratorio espositivo con preparazione dei telai e avvio delle nuove tessiture su bozzetti inediti proposti da diversi creativi progettisti.

Domenica 21 dicembre 2025 – ore 17,00
Proiezione del docufilm con dibattito finale “Dalla lana alla trama” a cura della regista PJ Gambioli.  Talk moderato dalla regista, con gli interventi testimonianze di Nietta Condemi De Felice ideatrice e curatrice della 1° e 2° collezione dei “Tappeti d’autore”, e di Sara Manca, Valeria Masala, Giovanna Chessa, testimoni di esperienze diverse ma complementari: dalla trasmissione ai più giovani, alla formazione, dall’insegnamento alla sperimentazione artistica.

Sabato 27 dicembre 2025 – ore 15,00
 “La leggenda dei colori di Bolìn” – Attraverso la leggenda di Bolìn i bambini conosceranno la tintura della lana con le erbe locali: laboratorio ludico esperienziale con bambini a cura dell’ass. Culturale Visit Goceano.
Partecipazione: solo su prenotazione, riservata ai bambini dai 6 ai 10 anni.

Domenica 28 dicembre 2025 – ore 18:00
Presentazione del libro “A SA SARDA” di Sìrbiu Orrù Mele
Un saggio che indaga i meccanismi storici e culturali con cui la società agropastorale sarda è stata letta e descritta attraverso categorie di devianza e controllo, ricostruendo conflitti, tensioni e dinamiche di potere. Il volume propone una chiave interpretativa critica tra identità, disciplina sociale e forme di resistenza, rileggendo in profondità la narrazione “a sa sarda”.

Sabato 3 gennaio 2026 – ore 18:00
 Convegno: “Il ruolo delle tessitrici nel periodo delle guerre”, con l’associazione Trinceas.
Un incontro che collega memoria storica e vita comunitaria, con un focus sul lavoro femminile nei periodi di conflitto e sul ruolo delle competenze domestiche e artigianali come risorsa sociale e identitaria. Trinceas propone un contributo di ricerca e divulgazione orientato alla storia locale e alla valorizzazione delle testimonianze.

Lunedì 5 gennaio 2026 – ore 18:00
Serata di raccolta fondi con Club Lions Goceano e “Sa oghe a tenore de Sardigna” a sostegno dei bambini del Burkina Faso.

Domenica 18 gennaio 2026- ore 16:00
L’Azienda Tessile Crabolu “Industria della lana” e la tessitrice–textile designer Eugenia Pinna si presentano insieme in un incontro dedicato alla lavorazione della lana tra tradizione e progettazione contemporanea.
Un dialogo a due voci tra know-how produttivo, ricerca sui materiali e design, con confronto su tecniche, motivi e nuovi linguaggi del tessile sardo.

Sabato 31 gennaio 2026
Chiusura rassegna
 con mostra dei tappeti finiti realizzati durante il periodo espositivo alle ore 10:00 all’Ex Centro Pilota I.S.O.L.A. (Via Roma).

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