“ULISSEA / She Who Sails – Songs for the Sea Inside” è un’Odissea al femminile. Un viaggio in 8 tappe che naviga non solo il mare esterno, approdando fino all’Isola Sardegna, ma quello interiore che accarezza le nostre sponde interiori. Protagonista del percorso è proprio Ulissea, che naviga all’interno del suo corpo alla ricerca della sua identità. La geografia del viaggio è una mappa anatomica ed emotiva: pelle, cuore, mani, orecchie, occhi, ossa, sangue, voce sono coordinate da seguire e stabilire.
Costantemente in bilico tra approdi sicuri e orizzonti lontani, saranno Debora Petrina (progetto, testi, musiche, pianoforte, toy piano e voce) e il sound engineer Raffaele Stefani (elettronica e sound design) a dare vita ad una performance indimenticabile, densamente intensa e capace di catalizzare attenzione ed emozioni. Una produzione originale affidata all’estro e alle esperienze di caratura nazionale ed internazionale di due artisti del suono e del racconto in musica, top player che sabato 16 maggio (ore 19), immersi nelle suggestioni artistiche della alla Pinacoteca Nazionale di Sassari in piazza Santa Caterina nr 4, regaleranno alla platea una prospettiva musicale insolita, diversa, avvolgente votata all’ascolto del mare che ognuno di noi ha dentro di sé. Info e prenotazioni al 3498024059.
Debora Petrina è compositrice, cantautrice, pianista, performer e scrittrice con all’attivo sei album (con David Byrne, John Parish, Elliott Sharp e Jherek Bischoff fra gli ospiti) che spaziano dal piano e voce, alla musica sinfonica, all’orchestrazione pop-rock, all’elettronica, alla sperimentazione. Da interprete di musica contemporanea ha registrato quattro album con prime assolute di Morton Feldman e Sylvano Bussotti.
Raffaele Stefani è tecnico del suono – in studio e dal vivo – che gioca con l’audio sin da quando aveva 11 anni ed ha vissuto esperienze entusiasmanti e performanti che vanno dalla registrazione di un disco pop come l’ultimo di Cremonini (Alaska Baby, Universal) o di Mika (Hyperlove, Universal) alle rec e mix delle improvvisazioni Free Jazz di Schiaffini, Kujala Sigstrom e Armaroli (More Winnd Small Mirrors, Leo Records) giusto per citarne alcune.
Le 8 tappe, da navigare e esplorare con empatia e curiosità, sono introdotte da una voce fuori campo che ne enuncia il titolo, come coordinate di una mappa interiore. La narrazione si sviluppa in parola e musica, in doppia lingua. Ogni tappa è composta da un testo e una canzone. I testi attraversano forme differenti: dal respiro epico che rievoca l’Odissea, allo spoken word ritmico, fino al frammento autobiografico, al testo performativo, alla filastrocca. Le canzoni sono in parte originali, in parte libere rielaborazioni ispirate a Françoise Hardy, Velvet Underground, Marilyn Monroe e Bobby Sherman – figure che, ciascuna a suo modo, hanno incarnato un rapporto complesso tra voce, identità e immagine. Parole e musica si intrecciano senza soluzione di continuità, creando un flusso unico.
Debora Petrina è l’unica cantautrice italiana indipendente di cui David Byrne abbia pubblicato i brani nelle sue radioplaylist di preferiti, ha ricomposto un brano di John Cage, la cui partitura è ora pubblicata worldwide dalle Edition Peters (NYC) – gli editori di John Cage nonché di gran parte del repertorio classico e contemporaneo – con il doppio nome Cage/Petrina e il nuovo titolo Roses of the Day. L’album piano/voce che prende il nome dal brano, Roses of the Day, è stato scelto da Paolo Fresu per inaugurare la sua etichetta dedicata alle voci, la Tuk Voice. Insieme alle sue proprie musiche, ha suonato prime assolute di Nino Rota, Bruno Maderna, Camillo Togni, Sylvano Bussotti, John Cage, Eunice Katunda e Morton Feldman. È invitata a suonare a New York, San Francisco, Los Angeles, Toronto, Strasburgo, Addis Abeba, Budapest, Istanbul dagli Istituti Italiani di Cultura, oltreché al Women Jazz Festival a Sydney, al DC Jazz Festival a Washington DC, al Roldàn Theatre all’Avana, al Madrid Jazz Festival, al Seaprog Festival a Seattle, al Mills College a Oakland, alla Conway Hall a Londra, alla Platoon Kunsthalle a Berlino, allo Stone di New York e al Café du Nord di San Francisco. È autrice di musiche e canzoni, nonché unica musicista in scena, per lo spettacolo Le cose che succedono di notte, con lo scrittore Tiziano Scarpa (Premio Strega, Einaudi). Ha collaborato con David Byrne, John Parish, Elliott Sharp, Jherek Bischoff, Mike Sarin, Nicholas Isherwood, Paolo Fresu, Ascanio Celestini, Mario Brunello, Sylvano Bussotti, Roberto Citran, ed è interprete pianistica e vocale di opere contemporanee in prima assoluta per il Teatro la Fenice di Venezia, il Teatro Comunale di Treviso e il Centro d’Arte di Padova. Uno dei suoi ultimi album, Nuovomondo Symphonies – che ha suscitato l’entusiasmo di Terry Riley – è pubblicato dalla newyorkese zOaR Records di Elliott Sharp. È anche scrittrice. Tiziano Scarpa ha dedicato una lunga postfazione a una sua raccolta di racconti. Un suo scritto è stato pubblicato sulla rivista “’Tina” di Matteo B.Bianchi.
Raffaele Stefani è tecnico del suono – in studio e dal vivo – che gioca con l’audio sin da quando aveva 11 anni. Vive esperienze che vanno dalla registrazione di un disco pop come l’ultimo di Cremonini (Alaska Baby, Universal) o di Mika (Hyperlove, Universal) alle rec e mix delle improvvisazioni Free Jazz di Schiaffini, Kujala Sigstrom e Armaroli (More Winnd Small Mirrors, Leo Records). O ancora del duo pianistico Gemmo – Mayas (Tides in the mirror, HatHut) e del mix di un tour teatrale di Gualazzi, Paola Turci o Morgan, arrivando ai festival e ai palchi del club europei con Sananda Maitreya e Rosa Linn, passando per il montaggio e l’assistenza delle regie F.o.H. negli stadi per conto di Agorá in come quelli di Mengoni (2025) Ferro (2023) o Cremonini (2022). Senza dimenticare la produzione di Audiolibri per Ad Alta Voce (Radio Rai 3) con Elio De Capitani o la post di show televisivi per Mediaset. Maneggia i mix e gli adattamenti in DolbyAtmos/Spatial Audio, oltre alla digitalizzazione e cura del catalogo di Gianna Nannini, con consulenze per la messa in onda di Bluvertigo, Le Vibrazioni, The Kolors, Pezzali, Renga e Nek o la Nannini al Festival di Sanremo. “Siamo sempre almeno una cassa acustica ed io, e dell’audio tra noi” dice di sé. Quando non aiuta un musicista o un produttore a partorire musica, insegna Elettroacustica alla Scuola Civica Abbado di Milano, fa Masterclass in altri atenei come lo Steffani di Castelfranco, o se ne sta nel suo “angolo elettronico casalingo” a registrare synth o a fare alpha e beta testing e sound design per i synth virtuali di Acustica Audio.

