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Festival Ammajare: dal 21 al 24 agosto a Siligo l’appuntamento tra arte, cinema e memoria contro le ingiustizie

Redazione 13 Agosto 2025 0 commenti
Conferenza stampa Festival Ammajare 2025

Ieri mattina, nella Sala Consiglio della Camera di Commercio di Sassari, è stata presentata la seconda edizione del Festival Ammajare, in programma a Siligo dal 21 al 24 agosto 2025. L’iniziativa si aprirà giovedì 21 agosto con un’anteprima all’Abbazia di San Pietro di Sorres, mentre le attività ufficiali prenderanno il via il giorno successivo.
Il nome Ammajare, che in sardo significa “stregare”, richiama le cacce alle streghe e le persecuzioni storiche. Al centro del racconto c’è la figura di Julia Carta, guaritrice del Cinquecento accusata di eresia, torturata, costretta ad abiurare e relegata all’emarginazione. La sua vicenda è diventata simbolo di ingiustizia e di resistenza silenziosa. Il tema scelto per quest’edizione, “Sulla nostra pelle”, intreccia storie di soprusi e discriminazioni, dal passato fino ai giorni nostri.

Alla conferenza erano presenti il direttore artistico del festival, Giampaolo Cassitta, il presidente dell’associazione Intrecci Culturali Paolo Bellotti e il sindaco di Siligo Giovanni Porcheddu.

Il primo a intervenire è stato Paolo Bellotti, che ha spiegato: «Siamo partiti dalla figura di Julia Carta, donna vittima di profonde ingiustizie, con l’intento di attualizzarne la storia, perciò abbiamo recuperato le sue vicende storiche e, allo stesso tempo, le abbiamo riportate nel presente, come memoria viva e occasione per riflettere su cultura, radici e difficoltà sociali ancora attuali».

Il direttore artistico del festival, Giampaolo Cassitta, ha raccontato che «l’anno scorso, partendo dalla storia di una detenzione ingiusta, siamo arrivati a parlare dell’inquisizione e delle sue eredità, meccanismi e pregiudizi che ancora oggi sopravvivono. Il processo a Julia Carta, ritrovato a Madrid e tradotto da Tomasino Pinna, letto oggi, appare persino grottesco: l’accusa sosteneva che l’unica via fosse confessare di essere una strega. E ancora oggi – aggiunge – si dice a una donna: “Sei una strega”. Il nostro compito è fare luce sul fatto che le streghe non sono mai esistite».

Tra i libri presentati ci sono Guaritrici sarde tra medicina, magia e inquisizione di Rita Nappi; il romanzo storico Julia, la strega di Siligo di Antonietta Uras; Il cavaliere indomito, la narrazione di una persecuzione fascista dedicata a Emilio Lussu, raccontata da Gianluca Medas; Annile, scritto da Edoardo Mantega e ambientato nel bosco del Montiferru; Il corpo sbagliato di Francesca Spanu, che affronta il tema della chirurgia dimagrante e delle problematiche non risolte, Aria mossa di Giampaolo Cassitta e Pier Luigi Piredda; e infine la storia di Cinzia Seddone raccontata in Come una fenice: la fuga, dopo 35 anni di soprusi, dal marito.

Il programma include la presentazione di sette libri, due spettacoli teatrali e tre concerti, oltre a un panel dedicato alla Palestina e alla presentazione della Carta di S’Aspru.

«La Carta di S’Aspru è un documento nato due anni fa dalla volontà di associazioni cattoliche e laiche, unite per ribadire alcuni principi fondamentali per la pace nel mondo – ha precisato Paolo Bellotti –. È stata firmata proprio a S’Aspru, grazie a incontri con le scuole, assemblee pubbliche e consigli comunali aperti che hanno aderito». Preservare la pace e combattere le ingiustizie e i soprusi di ogni epoca è uno dei principi fondanti dell’idea dietro ad Ammajare. Lo spiega bene Paolo Bellotti: «Da questa esperienza abbiamo anche realizzato la Marcia della Pace, partita da Siligo. La carta deve essere ancora sottoscritta da diverse istituzioni prima di poter essere consegnata ad Assisi, dove sarà presentata ufficialmente alle associazioni. L’obiettivo è aprire un dibattito e un confronto su questi temi, poiché la pace è uno dei valori fondanti dell’associazione Intrecci Culturali».

E, restando sul tema della pace, tra gli ospiti di quest’edizione spicca un’assessora particolare: si tratta di Hiba Alif, assessora alla Pace del Comune di Ravenna – vent’anni, con alle spalle diverse difficoltà, tra cui il bullismo sui social.

Giovanni Porcheddu, primo cittadino di Siligo, ha chiuso raccontando un aneddoto che, se non fosse vero, potrebbe anche suscitare ilarità: «Nel 2010 abbiamo provato a dedicare una via a Julia Carta. Dopo 400 anni, non pensavamo che qualcuno potesse ancora considerarla una strega. Eppure, l’ufficio storico del Ministero, che deve approvare l’intitolazione, non ha dato il nullaosta perché l’assessora competente non ha firmato. Poi ci hanno posto questa domanda: “Che insegnamento diamo ai ragazzi se intitoliamo una strada a una strega?”. Una domanda che, francamente, suona assurda, visto che si tratta di una donna ingiustamente perseguitata».

Al festival è associato il concorso “Ammajare film Festival”, nel quale si promuove il cortometraggio come forma d’arte per esplorare il tema delle “inquisizioni”, intese sia come persecuzioni storiche che come meccanismi di oppressione contemporanei. Il tema 2025, “Sulla nostra pelle”, amplia la riflessione su ingiustizie e pregiudizi subiti da individui e popoli, celebrando il coraggio di chi, come Julia Carta, ha sfidato l’ingiustizia diventando simbolo di resistenza e dignità. Il termine per la presentazione dei corti è il 30 settembre, mentre la premiazione avverrà a Siligo il 31 ottobre. Il regolamento completo e il dettaglio del programma sono visionabili sul sito: https://www.intrecciculturalisardegna.it/

Il festival è organizzato dal Comune di Siligo insieme a Intrecci Culturali, Pro Loco di Siligo, Fondazione Banco di Sardegna, Regione Sardegna e Camera di Commercio di Sassari, con la collaborazione dell’associazione culturale CLIP – Collettivo Letterario Informale Performativo.

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