Non è solo una questione di “saper fare”, ma di “saper restare” sul mercato. L’artigianato sardo, pilastro storico dell’economia isolana, si trova oggi davanti a una metamorfosi obbligata. È quanto emerge dal report finale “L’Artigianato del Futuro”, frutto di una collaborazione strategica tra la Camera di Commercio di Sassari e la H-FARM Business School.
Lo studio, che ha incrociato le opinioni di oltre 370 consumatori con le testimonianze dirette di titolari d’impresa e giovani della Generazione Z, traccia un quadro di luci e ombre: un settore amato dal mercato, ma frenato da una struttura ancora troppo ancorata a modelli analogici.
Il mercato è pronto a scommettere sul “fatto in Sardegna”. L’84,7% dei consumatori si dice disposto a pagare un sovrapprezzo per un prodotto artigianale, riconoscendone il valore unico. Eppure, questo potenziale economico si scontra con un’invisibilità digitale preoccupante. Mentre il 61,2% dei clienti utilizza i social network per scoprire nuovi prodotti, la stragrande maggioranza delle imprese sarde non presidia efficacemente il web. Il risultato? Un cortocircuito commerciale che impedisce alla qualità sarda di intercettare la domanda globale.
Il dato demografico è impietoso: in quindici anni, i titolari under 50 sono crollati dal 64% al 41%. Per la Generazione Z, l’artigianato soffre di un problema di immagine: il 46,6% dei giovani lo giudica poco attrattivo, associandolo esclusivamente alla fatica fisica e a una scarsa sostenibilità economica. A complicare il quadro è lo squilibrio formativo: il 76,9% delle ore di aggiornamento nelle aziende è dedicato al “saper fare” tecnico, lasciando solo un magro 23,1% alle competenze manageriali e digitali. Senza una visione imprenditoriale moderna, la bottega fatica a trasformarsi in impresa. Un’analisi ribadita dal componente di giunta camerale, Marco Rau, che ha approfondito e commentato le analisi insieme a Francesco Piredda, Giulio Maciocco, Sebastiano di Luozzo, Monica Cugia e il segretario generale dell’ente, Pietro Esposito.
| Dato Chiave | Valore Rilevato |
| Imprese artigiane in Sardegna | 33.634 (23,6% del totale regionale) |
| Propensione all’acquisto (Handmade) | 84,7% dei consumatori |
| Difficoltà di reperimento profili | 59% delle imprese |
| Livello digitalizzazione “Esordienti” | 64% delle imprese |
La Roadmap: Verso un “Sistema di Imprese”
Il successo della Provincia di Sassari, che cresce del +1,12% (il doppio della media regionale) grazie alla nautica di lusso e alle eccellenze di Alghero, Pattada e della Gallura, indica la via.
I dati ci parlano di una solidità del settore artigiano, la ricerca ci dice che per il suo mantenimento è necessario agire sulle principali criticità riscontrate.
Ricambio Generazionale: È la criticità più marcata. Nel 2025, la quota di titolari di impresa artigiana oltre i 50 anni è salita al 59% (era il 36% nel 2010), a fronte di un calo degli under 50 al 41%. Questo segnale indica una difficoltà strutturale del settore ad attrarre nuove generazioni.
Divario Digitale: Solo l’8% delle imprese sarde ha completato un processo di digitalizzazione 4.0, mentre il 64% è ancora nelle fasi iniziali. Il 59% degli imprenditori artigiani segnala difficoltà nel reperimento di figure professionali con competenze adeguate.
Accesso al Mercato: L’indagine sui consumatori rivela che il 34,5% non acquista prodotti artigianali non per disinteresse, ma per la difficoltà a reperirli e la mancanza di informazioni (mancanza di presenza nei canali digitali).
Bassa propensione alla formazione Manageriale e digitale rispetto alla formazione Tecnica.
Il report ha anche definito tre archetipi di impresa:
L’Artigiana Architetta: L’impresa già strutturata, digitale e connessa (scenario ideale).
Il Maestro in Evoluzione: Impresa tecnicamente solida, ma frenata da accentramento e digitalizzazione frammentaria.
La Radice Solitaria: Micro-realtà isolata, a rischio cessazione per gap digitale e formativo.
Le raccomandazioni operative mirano a spingere il “Maestro in Evoluzione” verso il modello dell'”Artigiana Architetta” e a sostenere la “Radice Solitaria”. Gli assi strategici d’intervento includono: Formazione e ricambio generazionale, Digitalizzazione progressiva, Servizi condivisi.

