Nei giorni scorsi la Camera di Commercio di Sassari ha ospitato la presentazione ufficiale della 23^ edizione della Guida Vinibuoni d’Italia 2026, edita dal Touring Club Italiano. L’evento, che ha goduto del patrocinio dell’ente camerale, si è aperto con i saluti istituzionali di Marco Rau, componente della giunta dell’ente, che ha sottolineato il valore del comparto per l’economia locale. A illustrare nel dettaglio le finalità del volume è stato Gilberto Arru, curatore regionale della guida, che ha ripercorso i mesi di intenso lavoro necessari per selezionare le aziende e le etichette capaci di rispondere ai rigorosi criteri di Vinibuoni d’Italia, l’unica pubblicazione dedicata esclusivamente ai vini ottenuti da vitigni autoctoni come espressione autentica della tradizione e della cultura del territorio.
Nel corso della presentazione sono stati assegnati i prestigiosi riconoscimenti che fotografano l’eccellenza dell’isola. Nello specifico, sono state attribuite le 19 Corone dal coordinatore regionale e sono stati indicati gli 8 vini inseriti tra i TOP 300 selezionati dai curatori nazionali Mario Busso e Alessandro Scorsone. Grande spazio è stato dato anche al premio “Wine Lovers – Oggi le Corone le decido io”, che ha visto 11 etichette premiate da una commissione di esperti composta da enologi, enotecari, ristoratori e giornalisti, oltre al conferimento di un riconoscimento Ecofriendly. La Sardegna si conferma protagonista con ben 76 aziende presenti in guida e oltre 500 vini degustati dalla commissione presieduta dallo stesso Gilberto Arru.
Gli assaggi di quest’anno confermano una crescita qualitativa costante in tutta l’isola, definendo il lavoro della commissione come un viaggio alla scoperta di territori e vitigni quasi scomparsi, capaci di regalare profili organolettici unici. Nonostante il depauperamento del patrimonio viticolo dei decenni passati, il settore gode oggi di ottima salute con oltre 500 cantine attive, molte delle quali di piccole dimensioni. Nell’edizione 2026, la Sardegna brilla con 251 vini selezionati appartenenti a 54 aziende, a cui si aggiungono 5 realtà produttrici di spumanti dai punteggi elevatissimi e 19 etichette citate tra i “Vini da Non Perdere”, tutte con valutazioni prossime o superiori ai 90/100.
Tra le novità più rilevanti di questa edizione spicca la riscoperta del Girò, presente sia nel Campidano con il Girò di Cagliari doc sia al nord con lo Zirone passito Igt della Romangia, unitamente all’Arvesiniadu del Goceano e alle Malvasie di Bosa. Importanti conferme arrivano dal Mandrolisai, dai Moscati e dai Cagnulari di Usini e dintorni, senza dimenticare la versatilità del Torbato, eccellente sia come bianco fermo che come spumante. Il Vermentino di Gallura ribadisce la sua capacità di resistenza nel tempo, mentre l’isola di Culuccia stupisce con vini nati da antichi cloni riscoperti. Il Cannonau continua a dominare nelle zone storiche di Barbagia, Baronìe e Ogliastra, così come la Vernaccia di Oristano si conferma vino simbolo e tra i più longevi al mondo. Infine, il Sulcis si attesta come terra d’elezione del Carignano con le sue vigne a piede franco. Grazie a condizioni pedoclimatiche straordinarie e all’interesse di nuovi imprenditori, anche stranieri, la storia vitivinicola della Sardegna continua a riscriversi nel segno dell’identità e dell’eccellenza.
IL PRESTIGIO DEI “VINI DA NON PERDERE” NELL’EDIZIONE 2026: L’ECCELLENZA SARDA IN GUIDA
I “Vini da Non Perdere”, è una selezione che premia etichette capaci di sfiorare o superare la soglia dell’eccellenza assoluta. Tra i grandi protagonisti di quest’anno troviamo il Chlamis 2024 di Accademia Olearia e il vermentino Madrighe 2023 di Addis Winery, che insieme al Galanzette 2023 dell’azienda Giacu rappresentano la vivacità dei vitigni autoctoni. Il territorio di Oliena si conferma centrale con il Cannonau di Sardegna Nepente Galu 2023 di Agricola Salis, così come splende il Vermentino di Sardegna 2024 firmato da Antonella Corda.
La Gallura si impone con forza grazie a due versioni Superiore di grande spessore: l’Arakena 2023 della Cantina del Vermentino e il Lagrimedda 2024 di Li Seddi. Il dinamismo dei vitigni identitari prosegue con il Tadija 2023 di Pocobelli, espressione del Cagnulari, e con l’Igt Barbagia Ghirada Fittiloghe 2022 di Vike Vike. Un capitolo a parte meritano le Malvasie di Bosa, che quest’anno vedono brillare il Coronedu 2023 di Luigi Cao, la Riserva 2021 di Emidio Oggianu e la Malvasia 2022 di Carlo Porcu, in una verticale di stili che racconta la storia del borgo.
La tradizione dell’Oristanese è magistralmente rappresentata dalla Vernaccia di Oristano 2014 dei Fratelli Serra, mentre dal Sulcis arriva la forza dell’Igt Mezzaluna 2022 di Locci Zuddas. La qualità del Vermentino di Sardegna si ribadisce con le annate 2024 di Mora e Memo e l’Altubiancu 2022 di Costa Doria, affiancate dall’eleganza del Cannonau di Sardegna 2023 di Olianas e dalla versione Radice 2022 di Viticoltori della Romangia. Chiudono questa prestigiosa rassegna il carattere dell’Igt Binariu 2022 dell’azienda Su Binariu e la dolcezza del Moscato di Sardegna Gioia 2022 di Tanca Gioia, confermando un panorama enologico isolano in salute e capace di emozionare.

