A Pozzo San Nicola, tra calici, jazz e arte visiva, la parola “leadership” ha perso per una sera il tono freddo dei manuali e ha assunto quello più concreto delle relazioni umane. È quanto ha riservato nei giorni scorsi “Cantine aperte all’Arte” il format che, arrivato al terzo appuntamento, ha trovato ancora una volta negli spazi di Alle Cantine-Tenute Stintino il suo palcoscenico ideale per creare occasioni di incontro tra arte, territorio e produzione enogastronomica. Al centro dell’incontro in Cantina c’era la presentazione del libro “M’importa di Te – Sul sentiero della leadership rotonda” di Fabrizio Lobasso, funzionario diplomatico dal 1997, ambasciatore e oggi vice direttore centrale per i Paesi dell’Africa subsahariana al Maeci.
A guidare il confronto è stata la giornalista Gabriella Grimaldi, che ha accompagnato il pubblico dentro una riflessione capace di intrecciare crescita personale, rapporti umani e scenari internazionali. Lobasso ha proposto una visione distante dall’idea classica del comando verticale. La sua “leadership rotonda” non si costruisce sul potere esercitato dall’alto, ma sulla capacità di ascolto, consapevolezza e relazione.
Il libro, più che un manuale, si presenta come un percorso interiore. Al centro c’è l’idea che per comprendere gli altri occorra prima imparare a conoscere se stessi. Da qui il richiamo agli “automatismi” che spesso guidano comportamenti, paure e reazioni quotidiane. Secondo Lobasso, un leader efficace non è chi nasconde fragilità e limiti, ma chi riesce a riconoscerli e governarli. La rabbia, il bisogno di approvazione, la paura dell’errore diventano così elementi da osservare e trasformare, non da rimuovere.
Tra i passaggi che hanno suscitato maggiore interesse anche il valore attribuito all’errore. In un tempo che pretende prestazioni continue e perfezione immediata, il diplomatico ha parlato della “benedizione dell’errore” come occasione di crescita personale e collettiva. La vulnerabilità, nella sua visione, non indebolisce l’autorevolezza ma può rafforzare empatia e fiducia dentro un gruppo di lavoro.
L’incontro ha toccato anche temi di stretta attualità, dalle guerre in corso al ruolo dell’Europa nei processi di pace, offrendo al pubblico il punto di vista di chi opera da anni nei contesti internazionali.
La serata è proseguita con le improvvisazioni al sassofono del jazzista Livio Solinas e con le opere dell’illustratore Toni Demuro, protagoniste della mostra allestita negli spazi delle Tenute Stintino. Figure sospese, paesaggi interiori e colori materici hanno accompagnato il pubblico in un percorso che resterà visitabile fino alla fine di maggio.
Spazio anche al teatro con la presentazione del progetto “Dalla zona comfort n’hai d’isci” di Margherita Spezzigu, dedicato al cambiamento personale e alla crescita individuale, che culminerà il 30 maggio con lo spettacolo della compagnia “Il Salto Nel Buio” nella palestra comunale di via Frecce Tricolori a Stintino.
A chiudere la serata, le degustazioni dei vini delle Tenute Stintino, accompagnate da salumi e formaggi provenienti da diverse aree dell’isola. Il prossimo appuntamento di “Cantine aperte all’Arte” è fissato per il 6 giugno con lo scrittore sassarese Cristiano Idini, autore del noir “Il prezzo da pagare”.

