Tutte le forze politiche sarde contro i rifiuti nucleari nell’isola

sardegna

Un rifiuto generale si è levato oggi contro la scelta di siti all’interno della Sardegna destinati all’allocamento dei rifiuti nucleari.

“Apprendiamo con sgomento – scrive Massimo Rizzu, capogruppo di Sardegna Civica a Sassari, che insieme ai colleghi Giuseppe Palopoli e Gian Carlo Serra hanno presentato un ordine del giorno – la notizia apparsa oggi sulla stampa circa l’individuazione nella nostra regione di 14 aree idonee per il deposito delle scorie nucleari. Siamo ovviamente contrari e a tal proposito, proprio questa sera, abbiamo depositato un Ordine del Giorno con il quale chiediamo che il Consiglio comunale deliberi di manifestare, attraverso ogni qualsivoglia strumento, alla Regione Autonoma della Sardegna e al Governo nazionale l’assoluta contrarietà sull’utilizzo del territorio sardo”.

“La Sardegna non sarà disposta a nessuna concessione sul fronte del deposito delle scorie radioattive”. È quanto ribadisce con fermezza il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis, che aggiunge: “Occorre una mobilitazione generale di tutte le forze politiche, sociali, datoriali, con il coinvolgimento di tutti i Comuni isolani per bloccare lo stoccaggio delle scorie radioattive in un paradiso ambientale come quello della Sardegna”.

“La Lega si opporrà con tutte le sue forze, siamo sempre stati attivi sui temi della protezione ambientale, è il futuro delle generazioni che verranno” fa sapere Marina Puddinu, coordinatrice della sezione sassarese del Carroccio.

“I sardi hanno già ampiamente manifestato la contrarietà al deposito di scorie radioattive nell’isola con il referendum consultivo del 2011. Un messaggio politico che aveva visto oltre il 97% dei votanti. A Roma lavorino piuttosto per l’inserimento in costituzione dello stato di insularità che finalmente riuscirebbe a garantire pari dignità e pari possibilità rispetto ai nostri connazionali e si attivino affinché il nostro paesaggio, unico al mondo, sia riconosciuto patrimonio dell’umanità. Questo è quanto ci aspettiamo dai nostri governatori nazionali”. Dichiara Aldo Salaris, coordinatore e capogruppo regionale dei Riformatori Sardi.

“Oltre ad percorso chiaro e alla luce del sole – afferma il presidente di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas – riteniamo di vitale importanza come presupposto, così come chiesto alla Giunta Regionale nelle nostre proposte per la riforma Urbanistica, la scelta di tutelare la vocazione agricola dei territori in un Paese come l’Italia e quindi come la Sardegna che si fregiano dell’agricoltura più green d’Europa. È assurdo solo pensare di macchiare territori ad alta vocazione agricola e magari anche certificati bio”.

Condividi questo articolo:

Commenta l'articolo sulla pagina Facebook del Tamburino Sardo

commenti