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Consiglio di Stato ribalta sentenza Tar, Sassari non dovrà pagare risarcimento

Raimondo Braina 28 Ottobre 2021 (Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2021) 0 commenti
sassari contributi affitto comune

Il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar: il Comune non deve nulla alla Immobiliare San Giacomo

Nessuna deflagrazione di bomba, nessun fallimento del Comune, nessun pagamento di un maxi risarcimento da 42 milioni di euro. In una sentenza di 19 pagine, il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del Tribunale amministrativo che aveva condannato il Comune di Sassari a pagare all’Immobiliare San Giacomo una somma pesantissima che avrebbe potuto causare anche il fallimento dell’Ente.

All’indomani della sentenza del Tar (nel dicembre 2020), il sindaco Nanni Campus aveva dichiarato che l’Amministrazione avrebbe ricorso in appello, senza lasciare scadere i termini, come invece era accaduto in passato. Il riferimento era al 2013, quando i giudici amministrativi si erano già espressi nel merito della questione, dando torto al Comune. L’Ente non aveva presentato ricorso e la sentenza era stata così resa definitiva. Una decisione che pesava come un macigno sulle sorti delle casse comunali. Alle parole del primo cittadino erano seguiti a stretto giro i fatti. Ai primi di febbraio l’Amministrazione ha depositato un articolato ricorso: in 43 pagine smontava quanto dichiarato dall‘Immobiliare San Giacomo e presentava tutti i punti per i quali la sentenza dovesse essere «integralmente riformata». Il 22 ottobre il Consiglio di Stato ha sostanzialmente accolto le motivazioni degli avvocati del Comune, ponendo la parola fine a una storia durata quasi vent’anni.

«Siamo sicuramente soddisfatti di questo risultato, in cui in realtà abbiamo sempre creduto – ha commentato il sindaco Nanni Campus -. Finalmente chiudiamo una vicenda che si è protratta per troppo tempo e ha causato forti preoccupazioni, anche tra il personale del Comune che ha sempre svolto con attenzione e dedizione il proprio lavoro, seguendo le norme e applicandole correttamente».

All’indomani della sentenza del Tar, la società ha infatti presentato una richiesta di accesso agli atti per individuare i nominativi di tutti coloro che, a vario titolo, erano stati coinvolti nella vicenda, che a dire della San Giacomo avrebbero causato gli ingenti danni lamentati. Questo perché la società intendeva valutare anche l’opportunità di rivolgersi al Tribunale e alla Corte dei Conti per accertare eventuali ulteriori responsabilità legate al grave danno economico che riteneva di aver subito.

«Tre pagine in cui la società ha chiesto “complete generalità” di dipendenti pubblici che non hanno fatto altro che fare il proprio lavoro. E se da una parte abbiamo immediatamente protetto queste persone da qualsiasi eventuale “violenza psicologica” alla quale avrebbero potuto sentirsi sottoposti, dall’altra ci siamo mossi con ancora più solerzia nell’avviare il ricorso, sicuri di avere il diritto dalla nostra. E i fatti ci hanno dato ragione» ha concluso il sindaco Campus.

La storia

Nel 1993 il Comune approvò un piano di lottizzazione di un’area di via Budapest, con due società interessate. Delle due, una chiese di stipulare la convenzione, ma successivamente fallì. La San Giacomo srl, che subentrò dopo il fallimento, dieci anni dopo si vide negata la convenzione perché – secondo gli uffici comunali – dopo 10 anni il piano non era più valido. La società immobiliare aveva fatto ricorso, vincendolo. Con questa sentenza ormai definitiva perché il Comune decise di non ricorrere in appello, l’Immobiliare San Giacomo chiese al Tar il calcolo del risarcimento: 42 milioni di euro. La sentenza del Tribunale amministrativo diede ragione alla società e chiese al Comune di «presentare una proposta concreta di risarcimento».

Il Comune ha scelto invece la strada del ricorso. E l’ha vinto.

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