È stata un’esperienza immersiva e carica di suggestioni quella che ha chiuso la XXIII edizione di FestivAlguer. Nella cornice del Forte della Maddalena, finalmente riaperto al pubblico dopo il recente intervento di restauro, “Turandot delle stelle”, anteprima nazionale firmata da Davide Giannoni e Francesca Pasquinucci, ha salutato il pubblico con una serata capace di intrecciare musica dal vivo, videomapping e dialogo tra culture, nel segno del grande patrimonio pucciniano. Lo spettacolo, prodotto da Imaginarium e dedicato al centenario della prima rappresentazione della Turandot di Giacomo Puccini (Teatro alla Scala, 1926), ha trasformato l’architettura del forte in una vera e propria mappa emozionale. Proiezioni, suoni e luce hanno restituito al pubblico uno spazio simbolico della città, riaperto come luogo di incontro e di condivisione culturale.
Prezioso il coinvolgimento della Banda Musicale Antonio Dalerci di Alghero, diretta dal maestro Antonio Garofalo, che ha reso possibile un autentico scambio culturale tra l’opera e il contesto locale. La partitura pucciniana è stata infatti “calata” nella realtà algherese grazie all’adattamento e alla traduzione in lingua algherese della celebre aria “Nessun dorma”, eseguita dalla bravissima Silvia Meloni su testo curato da Franco Cano. Un momento di grande intensità, capace di unire la tradizione operistica italiana alla lingua e all’identità della città catalana.
Un progetto che rinnova l’eredità pucciniana attraverso i linguaggi del presente che si pone come spazio di incontro tra generazioni, sensibilità e tradizioni differenti: nel 2026, anno che celebra i 100 anni dalla prima messa in scena dell’opera, verrà riproposto in varie tappe già previste in tutto il mondo, dal Giappone all’America.
La scelta di questo spettacolo come evento conclusivo rispecchia pienamente il tema dell’edizione 2025 di FestivAlguer, “Stelle e strade”, filo conduttore di un festival che ha lavorato sull’interazione diretta con il tessuto urbano di Alghero, trasformando luoghi simbolici e spazi quotidiani in palcoscenici aperti e condivisi.
«Il bilancio di questa edizione è più che positivo – sottolinea Valeria Ciabattoni, direttrice artistica di FestivAlguer – un festival ormai storico, dedicato alle arti performative, che si fonda sul coinvolgimento diretto e non passivo del pubblico. Quest’anno in modo particolare, grazie a una programmazione pensata per pubblici diversi, con performance divertenti ma anche con un forte risvolto sociale: dalla Missione Roosevelt, con la sua invasione del centro cittadino in sedie a rotelle, a Don Chisciotte, una messa in scena più raccolta ma molto sentita per l’attualità del testo proposto».
Ideato e organizzato dall’associazione culturale ExPopTeatro, con il supporto dell’Assessorato regionale al Turismo, Artigianato e Commercio, della Fondazione Alghero e della Fondazione di Sardegna, FestivAlguer si conferma ancora una volta come spazio di sperimentazione, partecipazione e dialogo, capace di leggere e attivare l’anima della città attraverso le arti performative, tenendo insieme memoria e futuro, visione poetica e comunità.













