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Porto Torres, allarme dei Riformatori: “Necessaria la continuità territoriale per le merci e interventi immediati”

Redazione 1 Febbraio 2026 (Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2026) 0 commenti
Insularita porto torres

«La situazione è ormai insostenibile. I costi dei trasporti marittimi erano già aumentati in modo significativo nel 2025 e ulteriori rincari sono previsti per il futuro.» Così i Riformatori Sardi denunciano una delle emergenze strutturali più gravi per l’economia dell’Isola, questa mattina nel sit in organizzato nel porto commerciale di Porto Torres per richiamare l’attenzione sull’aumento dei costi del trasporto merci e sull’assenza di una reale continuità territoriale per le imprese sarde.

«Sulle navi c’è scarsa disponibilità di spazi per i mezzi commerciali, ritardi negli imbarchi, cancellazioni e un’incertezza strutturale che costringe le imprese a rivedere cicli logistici e livelli di scorte. Il peso del sistema ETS, che incide fino al 40 per cento sul costo della traversata, aggrava ulteriormente un quadro già critico.» spiega il segretario regionale Aldo Salaris.

L’iniziativa di questa mattina rientra nel tour avviato dal partito nei principali porti dell’Isola dopo la presentazione in Consiglio regionale della mozione sull’attuazione del principio di insularità applicato alle merci. Alla mobilitazione erano presenti, oltre al consigliere regionale Aldo Salaris, i componenti dei coordinamenti del territorio di Sassari, la coordinatrice territoriale Angela Desole e numerosi amministratori e rappresentanti locali. Un presidio sobrio ma determinato, volto a riportare l’attenzione su un problema che incide su competitività, prezzi al consumo e tenuta delle filiere produttive.

«Oggi abbiamo voluto essere fisicamente dove questo problema diventa concreto, nei porti, nel punto esatto in cui i costi e le incertezze del sistema si scaricano sulle imprese e, a cascata, sulle famiglie sarde», ha dichiarato Aldo Salaris. «L’insularità non è un concetto astratto né un principio da citare quando fa comodo, è un vincolo costituzionale che obbliga lo Stato a garantire condizioni equivalenti a quelle del resto del Paese. Ma finché il trasporto delle merci rimarrà caro, imprevedibile e privo di garanzie, l’Isola continuerà a essere penalizzata. Abbiamo presentato una mozione chiara. Il trasporto delle merci da e per la Sardegna deve essere riconosciuto come servizio essenziale, come già avviene in altre realtà europee. Servono compensazioni strutturali, un modello stabile di continuità territoriale, l’introduzione di un costo massimo sostenibile del nolo e certezze per chi lavora», ha aggiunto Salaris. «Non è accettabile che un vettore scopra solo all’ultimo minuto se potrà imbarcare tutti i semirimorchi prenotati. Questo genera danni reali alle imprese. Lo Stato non può ignorare questa condizione permanente di svantaggio competitivo».

La coordinatrice territoriale Angela Desole ha ricordato che «la provincia di Sassari e l’intera area del nord Sardegna soffrono in modo particolare questa situazione. Senza una programmazione seria delle rotte, senza una disponibilità costante di stiva e senza un impegno verso l’uso di navi RO-RO dedicate, il sistema produttivo del territorio perde competitività ogni giorno».

Con il sit in di Porto Torres i Riformatori ribadiscono la richiesta di un intervento immediato del Governo nazionale e l’avvio di un negoziato con le istituzioni europee per rendere operative misure già applicate in altre isole dell’Unione, dalla soglia equivalente di trasporto del modello greco agli obblighi di servizio pubblico della Corsica.

«Non chiediamo privilegi» conclude Salaris «ma l’applicazione piena della Costituzione. L’insularità o è un diritto effettivo oppure resta una promessa vuota. E noi vogliamo che lo Stato rispetti i sardi e la loro economia».

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centro storico sassari

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