Saba e Tedde (Riformatori): “Demolire la casa dei topi in piazza Mazzotti”

Il coordinamento cittadino dei Riformatori Sardi di Sassari riprende il “degrado tour”, iniziato più di cinque anni orsono e volto a segnalare le situazioni di incuria e di abbandono presenti in città.

Questa volta i riflettori vengono accesi su un monumento al degrado ribattezzato “la casa dei topi“.
“Ci riferiamo all’edificio posto all’angolo tra via Duomo e via Margherita di Castelvì che fa da orribile tappo a piazza Mazzotti. Siamo fermamente convinti che la politica per migliorare la propria comunità vada fatta quotidianamente e non solo a ridosso delle elezioni – attaccano all’unisono il coordinatore cittadino dei Riformatori Michele Saba ed il suo vice Gianfranco Tedde -.

“Per quanto riguarda questo orribile fatiscente immobile – aggiungono -, siamo entrati in possesso di un documento protocollato n. 27597 del 2.7.1993 avente ad oggetto una diffida dell’allora sindaco Borghetto che intimava ai proprietari dell’epoca di provvedere allo stato di grave incolumità pubblica, avvertendo che in caso di mancato adempimento sarebbe intervenuta in via sostitutiva l’amministrazione Comunale per la demolizione del fabbricato in questione”.

Sono passati quasi trent’anni e siamo al punto di prima. Il fabbricato in questione, fatto di mura fatiscenti che presentano grandi quantitativi di amianto a bella vista, sarebbe a guarnizione di un cornicione cinquecentesco praticamente invisibile.  Da qui, negli anni, è subentrato il niet da parte della Sovrintendenza. E questo apre il discorso al rapporto troppe volte supino e cedevole delle Amministrazioni Comunali degli ultimi decenni”.

“A nostro avviso sarebbe il caso, come più volte scrisse la compianta ed indimenticata Simonetta Sotgiu di porre rimedio all’ennesimo sopruso estetico da parte della Sovrintendenza che ha già costretto con i suoi astrusi vincoli, a tenere in piedi ruderi fatiscenti, come l’hotel Turritana, vincolati per asserite qualità artistiche e storiche. È ora – concludono Saba e Teddedi riportare in città il senso dell’ estetica e del bello a discapito del degrado e del pressapochismo“.

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