Testoni (UGL): “Quota 100 ha finora un bilancio positivo”

Simone Testoni, segreterio territoriale Ugl è intervenuto sulle indiscrezioni sul programma del nuovo governo: “circola quella secondo cui verrebbe sospesa per i prossimi anni la Quota 100, stabilita per riformare la legge Fornero consentendo l’accesso al pensionamento con il requisito di almeno 62 anni di età e 38 di contributi”.

“È quindi opportuno – continua – fare un bilancio e una riflessione su questa norma: finora 167.000 lavoratori italiani hanno fatto la domanda per usufruire di questa possibilità, e in futuro si attendono i dipendenti pubblici per i quali la legge prevedeva una dilazione. A questi bisogna aggiungere 98.000 lavoratori che, a prescindere dall’età, hanno raggiunto 43 anni di contribuzione”.

“Si tratta quindi di un numero abbastanza consistente di persone che hanno accolto di buon grado quella norma e che hanno liberato dei posti di lavoro. A questo proposito, si è detto che non vi è la totale sostituzione automatica dei pensionati con nuovi assunti”.

“Questo è certamente vero –prosegue Testoni -, ma comunque la norma in questione ha conseguito tre risultati positivi: esaudire il legittimo desiderio di chi abbia lavorato per circa quattro decadi versando i relativi contributi di potersi staccare dal lavoro e dedicarsi al riposo fisico e alle sue attività preferite di tipo culturale, ricreativo, familiare.
In più, consentire ad un numero abbastanza cospicuo di giovani (se è il 30%, come si afferma, si tratta di circa 80.000 persone) di avere un’occupazione. Infine, agevolare le imprese che ottengono una riduzione dei costi del lavoro sia perché i pensionamenti alleggeriscono il numero dei dipendenti sia perché i nuovi assunti in sostituzione avranno una retribuzione minore in quanto sono ad inizio carriera”.

Testoni sottolinea che “ci saranno maggiori costi per l’INPS per effetto di questa anticipazione dell’età pensionabile, ma poiché essa è legata agli anni contributivi, in teoria i pensionandi si sono in gran parte pagata la loro pensione con l’accumulo dei contributi versati e capitalizzati: d’altra parte, non si capisce perché si esalti tanto l’introduzione del metodo contributivo (che prescinde dall’età: si ottiene quello che si è versato in base a calcoli di matematica attuariale per gli anni di vita residua) e poi non si accetti il pensionamento basato sugli anni di contribuzione. Ci auguriamo che, almeno per il periodo 2020-2021 previsto dalla legge in vigore, questo meccanismo sia mantenuto, in attesa di una valutazione generale del sistema previdenziale”.

Conclude con un’ultima considerazione: “alcuni commentatori affermano che quella norma riguarda indiscriminatamente tutti senza limitarsi ai lavoratori con problemi di salute o usuranti, ma queste casistiche sono già abbastanza regolamentate: e, comunque, aver lavorato per circa 40 anni, in qualsiasi mansione lo si faccia, è di per sé “usurante” nella vita di un uomo, tenendo conto che ha sacrificato la propria giovinezza iniziando a lavorare a 22-24 anni”.

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